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2/9/2020

Consultazione Ue sulle opportunità digitali per i beni culturali, ultimi giorni per partecipare

L’iniziativa della Commissione europea, volta a raccogliere opinioni in vista della definizione delle priorità, delle politiche e delle risorse per i prossimi anni, si chiuderà il 14. Tra i temi anche il finanziamento di Europeana 

Si chiuderà tra pochi giorni, il 14 settembre, la consultazione pubblica online lanciata dalla Commissione europea sulle opportunità offerte dalle tecnologie digitali al settore dei beni culturali. Mediante l’iniziativa, avviata a fine giugno, la Commissione punta a raccogliere opinioni in vista della valutazione e dell'eventuale revisione del suo principale strumento politico a sostegno della trasformazione digitale del patrimonio culturale: la Raccomandazione del 27 ottobre 2011 sulla digitalizzazione e l’accessibilità in rete dei materiali culturali e sulla conservazione digitale
 
L’istituzione dell’Unione europea sta esaminando la Raccomandazione, a quasi dieci dalla sua approvazione, alla luce degli sviluppi tecnologici e anche dei recenti cambiamenti del modo di lavorare e di accedere accesso alla rete legati alla pandemia di coronavirus
 
Oggi più che mai la Commissione ritiene che la digitalizzazione del patrimonio culturale, soprattutto se attuata con tecnologie avanzate e standard qualitativi elevati, possa dare un contributo significativo alla conservazione, allo studio e alla promozione dei beni culturali europei. “In un’epoca di trasformazione digitale globale accelerata, gli elementi del patrimonio culturale digitalizzato resi disponibili online sono risorse preziose per l’istruzione, l’intrattenimento o l’ulteriore riutilizzo. Danno inoltre grande visibilità alla diversità culturale dell’Europa e possono ispirare un senso di appartenenza e valori europei condivisi”, si legge sul suo sito.
 
La consultazione pubblica mira a raccogliere una varietà di punti di vista: delle autorità competenti degli Stati membri, delle istituzioni culturali nazionali e regionali, delle organizzazioni e delle reti internazionali, dell’ecosistema di Europeana, dei diversi portatori di interessi come le imprese, le università, i cittadini. Le opinioni raccolte aiuteranno a definire le priorità e le politiche per i prossimi anni, e anche l’allocazione delle risorse
 
La Raccomandazione del 2011 ha portato a sostenere lo sviluppo di Europeana come piattaforma europea per la cultura digitale. L’esito della consultazione potrebbe influire sul suo finanziamento. Nella domanda 24, ad esempio, si chiede ai partecipanti di esprimere il proprio grado di consenso sull’importanza del finanziamento di Europeana da parte dell’Ue. Le domande 26 e 29 includono specifici riferimenti alla biblioteca digitale europea nell’aggiornamento della Raccomandazione del 2011. Le domande 30 e 31 permettono di esprimersi per il miglioramento della digitalizzazione, dell’accesso online, della conservazione e della trasformazione digitale dei beni culturali. Ogni voce, quindi, da quelle degli addetti ai lavori a quelle dei fruitori, può avere un peso. 
 
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