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22/1/2020

Indices, un contributo allo sviluppo digitale

Partito ufficialmente il progetto europeo coordinato dall’Iccu che si propone di valutare l'impatto sociale ed economico della digitalizzazione del patrimonio culturale e sostenere il riuso creativo dei contenuti  

Si sono conclusi oggi a Roma, nella Biblioteca Nazionale Centrale, i due giorni di lavori che hanno dato ufficialmente inizio al progetto europeo Indices (Measuring the Impact of DIgital Culture), coordinato dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (Iccu). L'obiettivo di Indices è fornire ai decisori politici e ai responsabili nel settore dei beni culturali e delle industrie creative degli strumenti utili a comprendere appieno l'impatto sociale ed economico della digitalizzazione del patrimonio culturale e a sostenere il riuso innovativo dei beni culturali. 
 
“Il settore dei beni culturali dà accesso a un’ampia mole di contenuti culturali riutilizzabili e può contribuire significativamente allo sviluppo del Mercato unico digitale e alla crescita economica delle industrie culturali creative e della società in generale”, ha sottolineato Simonetta Buttò, direttrice dell’Iccu, nel suo discorso di apertura. “Tuttavia in molti casi i decisori politici, i ricercatori e le industrie creative fanno fatica a comprendere il complesso quadro normativo dei diritti di proprietà intellettuale, il riuso dei dati e le opportunità offerte dai contenuti digitali aperti”, ha aggiunto. 
 
“Lavorando insieme a Indices saremo in grado di offrire loro un valido sostegno e di superare gli ostacoli nel riuso creativo e nel consumo di beni culturali”, ha spiegato Buttò, elencando poi gli obiettivi del progetto. “Saranno elaborate raccomandazioni e pratiche virtuose” e “saranno sviluppati soluzioni e modelli di business innovativi per individuare nuove opportunità per massimizzare l’impatto del patrimonio culturale digitale sul Mercato europeo comune e promuovere il suo riuso creativo in nuove produzioni”, ha annunciato. 
 
Indices, inoltre, creerà un osservatorio aperto “che traccerà le politiche e le tendenze a lungo termine, rendendo i dati raccolti disponibili apertamente su una piattaforma dedicata e sostenibile” e offrirà “uno spazio di dialogo e scambio di esperienze per le comunità e gli esperti”. Tutto ciò, secondo Buttò, permetterà di “colmare il divario di conoscenza e consapevolezza sul quadro normativo e l’impatto della digitalizzazione sulla produzione e il consumo di beni e servizi culturali”. 
 
La direttrice dell’Iccu ha infine auspicato che grazie a Indices le istituzioni culturali possano dare un contributo più grande alle industrie creative, ringraziando tutti i partner coinvolti. Indices è finanziato, con circa tre milioni di euro complessivamente, dalla Commissione europea, rappresentata nella riunione da Jarkko Siren, consulente di progetto. Si inserisce nel programma quadro per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020, bando “Governance for the future”, area “Digitising and transforming European industry and services” (Dt-Governance-13-2019), della durata di 36 mesi.
 
I partner sono 14, di nove paesi europei: oltre all’Iccu nel ruolo di coordinatore, l’Università Cattolica di Lovanio (Belgio); l’Istituto dei Paesi Bassi per il Suono e la Visione (Hilversum); il Centrum Cyfrowe (Polonia, Varsavia); la Fondazione Bruno Kessler (Italia, Trento); Platoniq Sistema Cultural (Spagna, Barcellona); la Fondazione Europeana (Paesi Bassi, L’Aia); l’European Fashion Heritage Association (Italia, Firenze); la Michael Culture Association (Belgio, Bruxelles); l’Associazione dei Musei Tedesca (Germania, Berlino); Weblyzard Technology (Austria, Vienna); Capital High Tech (Francia, Bordeaux); Pin S.c.r.l. Servizi Didattici e Scientifici per l'Università di Firenze Polo Universitario Città di Prato (Italia) e il Centrul Cultural Clujean (Romania, Cluj-Napoca). 
Indices, incontro inaugurale, foto di gruppo
Indices, incontro inaugurale, foto di gruppo

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