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13/3/2017

Tre città gioiello per scoprire "il buon secolo della pittura senese"

Tra Montepulciano, San Quirico d'Orcia e Pienza si snoda un itinerario espositivo costruito a partire da opere già esistenti in loco che ripercorre la grande stagione artistica compresa tra i primi del Cinquecento e la seconda metà del Seicento


Montepulciano | San Quirico d’Orcia | Pienza

L’ultima parte del percorso, dal titolo “Francesco Rustici detto il Rustichino, caravaggesco gentile e il naturalismo a Siena”, termina al Conservatorio San Carlo Borromeo a Pienza. La presenza, nella chiesa di una pala di Francesco Rustici raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Carlo Borromeo, Francesco, Chiara, Caterina e Giovanni Battista, permette di costruire attorno a quest’opera un’esposizione riguardante l’attività del Rustichino. La sezione si prefigge anche lo scopo di illustrare l’ambiente familiare in cui avvenne la prima formazione del pittore, con dipinti di Alessandro Casolani e Vincenzo Rustici, proponendo anche opere di quelle personalità artistiche che influirono sulla sua evoluzione stilistica, come Orazio Gentileschi e Antiveduto Gramatica e si chiude con una rassegna di dipinti eseguiti da pittori senesi suoi contemporanei come Rutilio e Domenico Manetti, Bernardino Mei, Astolfo Petrazzi e Niccolò Tornioli che, in misura diversa tra loro, subirono l’influsso della pittura naturalista.

Bernardino Mei, Amore curato dal Tempo con l'acqua del fiume Lete, olio su tela, 160x180cm; Siena, Banca Monte dei Paschi
Bernardino Mei, Amore curato dal Tempo con l'acqua del fiume Lete, olio su tela, 160x180cm; Siena, Banca Monte dei Paschi

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