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15/5/2015

Donazione Bertolini, 600 nuovi pezzi al Museo del Novecento

L'istituzione museale milanese si arricchisce di una delle più significative raccolte civiche. In mostra una selezione di 120 capolavori dalla Pop Art al Neoespressionismo

Il Museo del Novecento di Milano presenta, dal 15 maggio al 1º novembre, la mostra “Nuovi arrivi. Opere della donazione Bianca e Mario Bertolini”, un omaggio a una delle più significative donazioni nella storia delle raccolte civiche milanesi. Le opere donate arricchiscono il patrimonio del Museo di oltre 600 pezzi realizzati dai protagonisti dell’arte italiana e internazionale, dagli anni Sessanta agli anni Novanta del secolo scorso.

Il percorso espositivo, a cura di Cristina Baldacci e Danka Giacon, ricostruisce, attraverso una selezione di 120 opere, i capitoli fondamentali della raccolta: la Sala Archivi è dedicata alla Pop Art e si apre con Andy Warhol: il soggetto più celebre dell’artista americano, la Marilyn, è presentato in una versione su carta dai toni grigio-neri. Segue la serigrafia La Scala Milano di Richard Hamilton del 1968; a Mario Schifano e al suo disegno Uomini che camminano (1964) è affidato il dialogo con le collezioni del Museo e in particolare con l’opera futurista di Giacomo Balla, Bambina che corre sul balcone (1912).

La rassegna prosegue con le esperienze dell’Arte Concettuale degli anni Sessanta e Settanta, con la Narrative Art di Mac Adams, Bill Beckley, Jochen Gerz, Jean Le Gac, Roger Welch; con la Land Art di Christo e Jeanne-Claude, Hamish Fulton, Dennis Oppenheim e con le esperienze performative di Vito Acconci, Giuseppe Chiari, Urs Lüthi, Joan Jonas, Katharina Sieverding.

Una selezione di disegni e opere fotografiche di Agnes Denes, John Baldessari, Marcel Broodthaers, Mel Bochner, Hanne Darboven, Jan Dibbets, William Wegman, anticipano lavori di dimensioni più ampie della Minimal Art, tra cui un esemplare delle Structures scultoree di Sol LeWitt e due grandi carte di Robert Morris (Labyrinth, 1973) e Richard Serra (Untitled – Triangle/s, 1972-74). Concludono la sezione due opere su carta di Ed Ruscha (Sheet Stained with Motoroil e Suspended Sheet Stained with Rainwater, entrambi del 1973); due lavori di Vincenzo Agnetti (Elisabetta d’Inghilterra, 1976 e Lavagna, 1972); due Investigations di Joseph Kosuth (Titled - Art as Idea as Idea - The Word "Qualitative", 1968, e Clock - One and Five, 1965); due serie fotografiche di Giulio Paolini (La ronde, 1977) e Claudio Parmiggiani (Interno con pittore, 1972).

La seconda parte del percorso si sviluppa nello Spazio Mostre con un nucleo di dipinti neoespressionisti. Il ritorno alla pittura, alla gestualità e alle cromie forti segnano, negli anni Ottanta, le ricerche artistiche dei “Nuovi selvaggi” (Neue Wilde) tedeschi: entrano a far parte della collezione Bertolini nomi come Georg Baselitz, con le sue caratteristiche immagini capovolte (due Ohne Titel del 1982), Anselm Kiefer, Rainer Fetting, Helmut Middendorf, Jörg Immendorf, A.R. Penck, Bernd Zimmer. Completa la sezione un corpus di opere su carta di Mimmo Paladino e un dipinto dell’artista austriaca Maria Lassnig (Tote Fliegen, 1981), Leone d’oro alla Carriera alla 55ª Biennale di Venezia (2013).

Il percorso si chiude con una grande Rosa bianca (1967) di Jannis Kounellis, che, prima di diventare uno dei protagonisti dell’Arte Povera, ha anticipato alcuni dei codici neo-espressionisti: quest’opera fa da contraltare alla Rosa nera (1964) presente nella collezione permanente del museo.

La mostra si inserisce nel programma espositivo che il Museo del Novecento ha ideato in occasione di Expo 2015 insieme al percorso dedicato all’arte italiana del XX e XXI secolo “Un museo ideale. Ospiti d’eccezione nella Collezioni del Novecento dal Futurismo al Contemporaneo”.

Jannis Kounnelis, Rosa bianca, 1967, smalto su tela; Museo del Novecento, donazione Bertolini, Milano Jannis Kounnelis, Rosa bianca, 1967, smalto su tela; Museo del Novecento, donazione Bertolini, Milano

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