Condividi
  • Facebook
  • Twitter
Evento 4/3/2016

"L'Egitto a Pompei", influssi culturali dalla terra del Nilo

Un progretto espositivo in tre tappe – Torino, Pompei e Napoli – incentrato sul dialogo tra i reperti di epoca faraonica e quelli di età ellenistico-repubblicana e imperiale

“L’Egitto a Pompei” è il progetto espositivo che unisce Torino, Pompei e Napoli sotto un denominatore comune: l’Egitto. La mostra, articolata in tre luoghi e quattro tempi, racconta influssi e innesti spirituali, sociali, politici e artistici originati da culti ed elementi di stile nati o transitati per la terra del Nilo.

Tre sedi espositive, il Museo Egizio di Torino, la Soprintendenza Pompei e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, per ripercorrere un incontro tra culture tanto diverse, quanto intimamente e storicamente legate. Il museo torinese, l’area archeologica pompeiana e il museo napoletano inaugurano in successione l’articolato dialogo tra reperti egiziani di epoca faraonica e quelle opere di età ellenistico-repubblicana e imperiale che ne hanno accolto e riletto l’iconografia. I temi decorativi propri dell’arte dei faraoni e del culto di Iside, così come di altre divinità egizie come quello di Serapide, Arpocrate e Anubi, saranno riconoscibili in affreschi, rilievi, mosaici, statue e arredi in mostra.

Prima data il 5 marzo al Museo Egizio con l’apertura al pubblico di uno spazio di circa 600 metri quadrati che, a partire da questo appuntamento, verrà riservato alle mostre temporanee. È qui che vengono allestiti, fino al 4 settembre, gli oltre 330 pezzi di cui 172 prestati dalla Soprintendenza Pompei e dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli: pitture, vasellame e sculture ricostruiranno la trama storica tra arte faraonica e arte greco-romana.

Il percorso si snoda attraverso nove sezioni partendo dalla ricezione dell’Egitto nel mondo greco, passando per la grecizzazione degli dei egiziani sotto i Tolomei, e la diffusione dei culti egizi nel Mediterraneo e in particolare in Italia. Ci si concentra sui culti egiziani nei siti vesuviani grazie a reperti per la prima volta esposti a Torino, come gli affreschi dell’Iseo Pompeiano o della Casa del Bracciale d’Oro a Pompei. L’allestimento si conclude con una sezione dedicata alla diffusione dei culti isiaci in Piemonte con i bronzi del sito di Industria.

A Pompei, nella Palestra Grande, uno scenografico allestimento riunisce dal 21 aprile al 2 novembre sette monumentali statue con testa di leone della dea Sekhmet e la statua seduta del faraone Tutmosi III che per la prima volta escono dalle sale della collezione permanente del Museo Egizio. I monoliti di granito prestati dal museo torinese marcano la centralità del culto solare: un ritorno alle origini di una secolare storia di sincretismi religiosi, in cui l’adorazione della dea Sekhmet riconduce il racconto della mostra alla fase costitutiva del cosmo e all’ordine imposto dagli dei. All’interno degli scavi viene tracciato, inoltre, un percorso egizio a partire dal Tempio di Iside, interessato da un intervento multimediale di realtà immersiva, per arrivare alle numerosissime domus che riportano motivi decorativi egittizzanti.

Dal 28 giugno apre i battenti il terzo capitolo dell’esposizione al Museo Archeologico Nazionale di Napoli: l’inaugurazione di una nuova sezione del percorso di visita delle collezioni permanenti serve a focalizzare l’attenzione sull’insieme di culti che, nati o arrivati dall’Oriente attraverso l’Egitto, hanno trovato in Campania un terreno fertile di ricezione e diffusione nel resto d’Italia. Questo settore del museo andrà a integrare e completare la narrazione della sala in cui sono attualmente ricomposti gli arredi dell’Iseo di Pompei. Trovano una collocazione le coppe di ossidiana da Stabia, capolavori dell’artigianato alessandrino e i due affreschi provenienti da Ercolano con scene di cerimonie isiache, che sembrano illustrazioni del testo di Apuleio. Nell’esposizione di opere che attestano la diffusione di culti e religioni orientali praticate e seguite per secoli, non mancano i riferimenti al giudaismo, presente a Napoli, e al nascente cristianesimo.

Iside a Canopo, affresco su intonaco; Soprintendenza Pompei, tempio di Iside Iside a Canopo, affresco su intonaco; Soprintendenza Pompei, tempio di Iside

Pompei, Palestra Grande; su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: Soprintendenza Pompei, Archivio fotografico
Pompei, Tempio di Iside; su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: Soprintendenza Pompei, Archivio fotografico
Affresco dalla Casa del Bracciale d'Oro, intonaco dipinto; Soprintendenza Pompei, depositi
Affresco dalla Casa del Bracciale d'Oro, intonaco dipinto; Soprintendenza Pompei, depositi
Iside a Canopo, affresco su intonaco; Soprintendenza Pompei, tempio di Iside
Affresco dai Praedia di Giulia Felice, Pompei; su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: Soprintendenza Pompei, Archivio fotografico
Affresco con il toro Apis, particolare del giardino dipinto dalla Casa del Frutteto, Pompei; su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: Soprintendenza Pompei, Archivio fotografico
Dettaglio del pavimento musivo della Casa del Criptoportico, Pompei; su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: Soprintendenza Pompei, Archivio fotografico
Statua di Kouros ("Apollo Milani"), 550 a.C., marmo; Firenze, Museo Archeologico
Statua di Kouros ("Apollo Milani"), 550 a.C., marmo; Firenze, Museo Archeologico
Statua di Sekhmet leontocefala seduta, Tebe, Karnak, Tempio di Amenhotep III, Nuovo Regno / XVIII dinastia, Amenofi III (1388-1351 a.C.), granodiorite, 187x53x106cm; Torino, Museo Egizio; su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, Archivio fotografico
Statua di Sekhmet leontocefala seduta (particolare della testa), Tebe, Karnak, Tempio di Amenhotep III, Nuovo Regno / XVIII dinastia, Amenofi III (1388-1351 a.C.), granodiorite, 187x53x106cm; Torino, Museo Egizio; su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, Archivio fotografico
conferenza stampa della mostra "L'Egitto a Pompei"
conferenza stampa della mostra "L'Egitto a Pompei"
conferenza stampa della mostra "L'Egitto a Pompei"

torna all'inizio del contenuto