Condividi
  • Facebook
  • Twitter

Tipo:

Opere; elemento di decorazione architettonica; Oggetto fisico

Categoria:

Scultura

Autore:

Dalmaschio Luigi

Ciascun sopraporta presenta alle due estremità un ripetuto motivo di decorazione architettonica costituito da una coppia di figure poggianti su una base comune e in funzione di sostegno di un'architrave. Tali figure - due mezzi busti maschili dalla folta capigliatura e barba, con panneggio annodato in vita - sono atteggiate in modo speculare, la testa rivolta verso l'interno: il mezzo busto sostenuto da un tronco di piramide rovesciato rimanda alla tipologia classica dell'erma. Esse svolgono la funzione di cariatidi, ma possono essere meglio definite come telamoni o atlanti, in riferimento alla scelta di un soggetto maschile. Modellate quasi a tutto tondo, le due figure sostengono un'architrave piana, conclusa in alto da un motivo continuo a elementi fitomorfi (boccioli?) e bipartita da una sottile modanatura a fogliette. Tra di esse si apre uno spazio segnato da una triplice cornice ad arco costituita da un motivo a perline racchiuso tra due fasce lisce, di cui quella interna leggermente più larga dell'esterna: il motivo sembra suggerire un'apertura a edicola. Davanti ad essa pende con eleganza un festone di foglie e frutti, modellato a tutto tondo: ciascuno dei due telamoni lo solleva con la mano più esterna, premuta contro il petto, e lo sostiene con l'altra, in posizione abbassata all'altezza della vita. La curva disegnata dal festone armonizza e chiude visivamente in un cerchio l'arco segnato dalla cornice retrostante. I due telamoni poggiano, infine, su una solida base bipartita da una modanatura a elementi fitomorfi, continuazione del motivo presente lungo il bordo superiore dell'architrave e i quattro lati del calco in gesso del sopraporta. L'insieme presenta un ordine compositivo calcolato ma, al contempo, vivacizzato dalla presenza delle figure costituenti il sostegno dell'architrave: queste, modellate con sicuro vigore e comunque disciplinate nella scelta della specularità, esprimono l'ampia conoscenza dei modelli classici e della tradizione figurativa manierista: due canali della figurazione cari all'Accademia di Belle Arti di Mantova - qui operante attraverso gli allievi Dalmaschio e Pellegrini - orientata, in questo ultimo decennio del sec. XVIII, verso stilemi neoclassici. L'esame ravvicinato degli elementi consente di scorgere la traccia del foro lasciato da un compasso al centro dello spazio tra i due telamoni e del segno della metà inferiore della circonferenza appena delineata per impostare l'arco della finta edicola.

Data di creazione:

1790 ca. - 1791 ca.; sec. XVIII, fine; 1790 - 1791

Data:

1790

Soggetto:

decorazioni e ornati
Elementi decorativi architettonici

Materia e tecnica:

gesso

Estensione:

altezza: cm 87; larghezza: cm 57; profondita': cm 11

immagine

Condizioni d'uso della risorsa digitale:
Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale
Quest'opera di MetsTeca è distribuita con Licenza Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale.

Consulta la risorsa

Oggetti digitali

Indirizzo: Museo Civico di Palazzo Te, Viale Te, 13 - Mantova (MN), Italia - proprietà Comune di Mantova

Riferimenti

È riferito da: scheda ICCD OA: 0302128995-13.1

In: Complesso decorativo di Palazzo Te

Identificatore: work_6338

Diritti

Licenza: Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale



Documenti simili

Immagine

ambito Italia centrale, elementi decorativi architettonici


oai:culturaitalia.it:museiditalia-work_86833

Immagine

ambito dell'Italia centrale, elementi decorativi architettonici


oai:culturaitalia.it:museiditalia-work_86856

Immagine

ambito Italia centrale, elementi decorativi architettonici


oai:culturaitalia.it:museiditalia-work_86836

torna all'inizio del contenuto