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Tipo:

Opere; elemento di decorazione architettonica; Immagine fissa

Categoria:

Pittura

Autore:

Pippi Giulio detto Giulio Romano

Elemento chiave dell'intelaiatura architettonica delle pareti è la lesena che, ripetuta a intervalli regolari lungo i quattro lati della loggia, funge da sostegno al cornicione in stucco continuo all'imposta della volta e scandisce il ritmo della composizione. Il sistema lesena-cornicione, in particolare, si impone come ricorrenza portante dell'intelaiatura, all'interno della quale trova spazio, sui lati maggiori, un'ulteriore articolazione decorativa: la parete settentrionale, infatti, suddivisa dalle lesene in tre parti uguali, presenta una articolazione interna in tre archi sostenuti da paraste, di aggetto inferiore rispetto alle lesene. La medesima, speculare impostazione architettonica si riscontra sul lato meridionale, aperto sul cortile. Si contano, in totale nella loggia, dodici lesene: quattro addossate su ciascuno dei lati lunghi, due su ciascuna delle testate; all'incontro delle pareti le lesene si associano formando un coppia angolare. La lesena si compone di un capitello in stucco modanato a fasce piatte, di un fusto liscio dipinto ad affresco e di una base e piedistallo in laterizio. La pittura ad affresco del fusto imita un rivestimento marmoreo: il colore giallo chiaro del fondo è vivacizzato da venature verdi, gialle e rosa, particolarmente apprezzabili sulle lesene del lato meridionale; lo stesso tipo di materiale è imitato dalla pittura degli archi dei lati lunghi. La finzione pittorica di preziosi rivestimenti marmorei ricorre non solo in tali elementi ma anche in corrispondenza del basamento, oggi gravemente danneggiato e lacunoso, e ai lati dei portali dipinti delle due testate, dove si osservano specchiature verdi (parete ovest) e rosse (parete est), in linea con l'apprezzato e ampio ricorso a tale tipo di decorazione pittorica nei numerosi ambienti della villa. La base e il piedistallo della lesena, in laterizio lasciato a vista (dal restauro degli anni Ottanta del secolo scorso, come sembra suggerire Belluzzi) -, dovevano essere in origine intonacati e affrescati: tracce di decorazione pittorica verde scura si riscontrano, infatti, su quasi tutti gli elementi, e in particolare sui basamenti delle lesene della parete settentrionale. La quasi totalità delle lesene presenta oggi vaste lacune nell'ornato pittorico del fusto: sono soprattutto le lesene della parete settentrionale, la più danneggiata della loggia, ad aver sofferto i danni del tempo e dell'uomo. Su tali elementi sembra di poter scorgere un giunto orizzontale all'altezza dei capitelli delle paraste più interne, in continuità con il giunto tra le pontate riscontrabile sulle scene mitologiche della parete: ne deriverebbe un'esecuzione di ogni lesena in due giornate. Sulla terza lesena della parete settentrionale e sulla prima della testata orientale, circa a metà dell'altezza del fusto, si notano aree di probabile rifacimento settecentesco, quasi certamente databili al periodo in cui du realizzata la reintegrazione pittorica dello stemma della testata occidentale. Documenti del 1789-1790 sembrano fornire il corretto appoggio all'ipotesi: in una "Nota ristretta delle occorrenze" di restauro da effettuare nel palazzo a firma del direttore dell'Accademia di Belle Arti Giovanni Bottani si legge che nella "Logia verso Mantova si potrebbe terminare le pitture delle porte latterali, rittoccare il contorno della porta di mezzo, ritoccare lo spazio di uno dei archi latterali, e fare di nuovo l'altro", interventi che potrebbero aver compreso una parziale ridipintura delle lesene (ASMn, Intendenza Politica di Mantova, b. 222, fasc. 17, 31 maggio 1790). Una seguente distinta dei lavori da compiere evidenzia, nella loggia, la necessità di "stabilire le due controarcate, e i due fianchi di essa unitamente ai pilastri" e, tra le altre cose, "rimetttere un capitello che manca sopra di un pilastro" (Ibidem, Distinta n. 1, 26 giugno 1790). Non ha seguito la proposta di "dipingere a scanellature i pillastri" della loggia, avanzata dai professori Pozzo e Bellavite in una seconda distinta di lavori (Ibidem, Distinta n. 2, 26 giugno 1790).

Data di creazione:

1527 ca. - 1530 ante; sec. XVI, secondo quarto; 1527 - 1530

Soggetto:

decorazioni e ornati
Elementi decorativi architettonici

Materia e tecnica:

stucco

Estensione:

altezza: cm 500; profondita': cm 20

immagine

Condizioni d'uso della risorsa digitale:
Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale
Quest'opera di MetsTeca è distribuita con Licenza Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale.

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Oggetti digitali

Indirizzo: Museo Civico di Palazzo Te, Viale Te, 13 - Mantova (MN), Italia - proprietà Comune di Mantova

Data di modifica: 1985; 2004

Riferimenti

È riferito da: scheda ICCD OA: 0302128997-3

In: Complesso decorativo di Palazzo Te

Identificatore: work_6431

Diritti

Licenza: Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale



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